PENSIERO DEL TIFOSO
un cuore che batte è un cuore innamorato che batte per la vita, batte forte per amore , ma soprattutto batte per la nostra amata juve
Tuttosport - la culla del pensiero irrazionale del terzo millennio
Tuttosport è l’esempio perfetto di ciò che non dovrebbe essere un giornale, tanto da dover essere studiato nelle scuole. Non che manchino giornali del genere sul pianeta, ma si tratta perlopiù di quotidiani di regime che proliferano nei paesi sotto dittatura, il caso di tuttosport è quindi unico nel suo genere. Tuttosport è già ridicolo nel titolo, poiché ogni pratica sportiva è in realtà subordinata, o al colpo irreale di mercato della juve, o al Del Piero pensiero. Tuttosport potrebbe essere il campo di studio perfetto per uno psichiatra: il lettore di tuttosport, infatti, è in fuga perenne dalla realtà, un disadattato che ha trovato in un quotidiano quello che molti trovano nella religione. E come per la religione, anche leggere tuttosport comporta un prezzo alto da pagare: l'annientamento dell'individuo e della propria libertà di pensiero. Per dirla alla Nietzsche: la trasvalutazione di tutti i valori. Per Nietzsche è il cristianesimo il colpevole della decadenza dell'era moderna. Esso, sfruttando la naturale paura dell'uomo della morte, lo convince a frenare i suoi istinti, a far nascere in lui il senso di colpa, ad accettare valori mediocri, e tutto in nome di una promessa (il paradiso) indimostrabile. Allo stesso modo tuttosport sfrutta la rabbia del tifoso juventino per gli accadimenti di calciopoli, per manipolarlo, per offuscargli la mente, per convincerlo a rivalutare tutti i suoi valori. Chi è in torto (la juve) ha ragione, chi è innocente (l'inter) è colpevole. Si può quindi dire che tuttosport è l'oppio degli juventini, il rifugio irreale da un mondo, che purtroppo per loro, è cambiato. Nietzsche se la prende spesso con il sacerdote, colui che afferma: io ci credo quindi è vero. Cioè la verità, non più come ricerca elevata dell'uomo, ma come assunto dogmatico indimostrabile. Per il lettore di tuttosport, la verità è il verbo del profeta.
Il primo profeta fu Padovan, il secondo Paolo de Paola. Il primo è il più amato, tanto che ancor oggi è come un messia per il tifoso juventino che lo venera come Cristo in croce. Mentre il secondo ha avuto un po' meno successo, è stato anche più volte accusato d’alto tradimento, di aver tradito il messaggio iniziale, di aver falsificato le sacre scritture (di Padovan s'intende), insomma di essere un falso profeta. Proprio così, come ogni religione anche tuttosport ha avuto diverse fasi, si è passati dal medioevale Padovan al rinascimentale Paolo de Paola. Se il tuttosport di Padovan si caratterizzava per invettive contro l'inter (il grande Satana), quello di Paola si è concentrato di più nell'esaltazione della juve. Il primo era quindi il crociato, colui che dichiarava guerra all'infedele, che arringava le folle, il secondo il pastore più moderno, in cui tutto ciò che non è juve non esiste. Il tuttosport di Paola ha individuato il grande Satana in casa propria, nelle fattezze di Ranieri: è lui il nemico, l'anticristo. Il dogma di tuttosport di Paola è questo: la juve è la più forte e quindi vincerà, se non vincerà sarà colpa di Ranieri. Nemmeno per un secondo passa nella testa del profeta Paola che ci può essere una squadra superiore.
Insomma tuttosport è diventato una vera propria confessione, il vangelo del tifoso juventino. Non importa l’attendibilità delle fonti né l’onesta intellettuale, ciò che su quel foglio è scritto è il verbo e chi lo discute è l’infedele. E pure io da infedele provo un che di morboso verso questo giornale. Ho provato ad ignorarlo, ma ho fallito. Ogni mattina, alle prime luci dell’alba, una domanda trapana i miei timpani in attesa di risposta: chissà che cazzo dice oggi tuttosport?


